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Combilam, combinato minima lavorazione

Il Combinato “COMBILAM” è un attrezzo combinato per la lavorazione dei terreni e la preparazione del letto di semina nell’ottica di un’agricoltura conservativa, destinato quindi all’impiego su terreno sodo secondo le tecniche della minima lavorazione. L’attrezzatura è composta da differenti elementi lavoranti disposti in sequenza che combinati fra loro consentono in un’unica passata di ottenere il lavoro desiderato.

La gestione del residuo è garantita dalla dischiera anteriore dell’attrezzo composta da dischi ondulati di grande diametro fissati su sezioni con regolazione della profondità di lavoro idraulica variabile da 5 a 15 cm.

Il dissodamento del terreno è garantito da due file di ancore curve tipo Michel che consentono di lavorare il terreno per una profondità variabile da 20 a 45 cm. Queste producono il dissodamento del terreno in profondità senza esplosione in superficie o inversione degli strati.

A completamento dell’attrezzo è previsto un ulteriore kit sminuzzature posteriore composto ancora da dischi ondulati di grande diametro fissati su un telaio con regolazione dell’altezza idraulica. La particolare disposizione degli elementi ed il bilanciamento delle masse consente un perfetto miscelamento del terreno, un piano di lavoro ottimale, ed una significativa riduzione della potenza impiegata.

L’attrezzo viene correntemente impiegato secondo due diverse tipologie di lavoro: per una lavorazione “a tutto campo” in cui è necessario gestire il residuo superficiale e dissodare in profondità oppure per una lavorazione “a file” in cui viene eseguita una gestione del residuo superficiale con la dischiera anteriore, ma diventa fondamentale una lavorazione “di precisione” con le ancore preparatorie per la semina sulla fila.

Recenti esperienze hanno dimostrato che mediante consolidate tecniche di “precision farming” con guida satellitare assistita da GPS è possibile lavorare sulla fila e riseminare con un’adeguata seminatrice monogerme sulla stessa.

I risultati in termini di prodotto ottenuto per ettaro su alcune realtà italiane ed estere hanno dimostrato la validità del sistema combinato lavorazione–semina. Le rese di produzione di questo anno erano paragonabili a quelle ottenute nella stessa zona eseguendo una lavorazione di tipo tradizionale.

In conclusione il vantaggio che se ne deriva dall’impiego dell’attrezzo è sostanzialmente quello di seguire l’approccio della minima lavorazione del terreno con tutte le caratteristiche del metodo (lavorazione del solo strato superficiale, migliore regimazione idrica, riduzione del fenomeno dell’erosione dei suoli, risparmio in termini di carburante e manodopera, rapidità dell’esecuzione dei  lavori, …). L’elevata velocità di lavoro ed il fatto di eseguire più lavorazioni in un unico passaggio permette di intervenire con maggiore tempestività e di ridurre i costi di lavorazione.

L’attrezzo è disponibile nella versione portato al sollevatore con telaio fisso o pieghevole idraulicamente a 2,50 m per il trasporto su strada. Le larghezze di lavoro variano da 3,00 m a 6,00 m, per una potenza richiesta da 180 a 300 HP.

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